Ecosistema scuola

gennaio 15, 2011 § Lascia un commento

 paolo chiappe

La scuola-plesso-istituto in quanto ambiente fisico e relazionale abitato può essere descritta come un ecosistema improprio o parziale, di origine artificiale ma dotato di autoadattabilità il cui grado dipende anche da fattori soggettivi degli abitanti. Questo ecosistema  condiziona la qualità della vita, delle relazioni  e dell’apprendimento al proprio interno.

Rinaldo Rizzi Spazio e comportamento école  serie antica 6

Alidina Marchettini e Paola Serasini La persona come unità di misura. Intervista all’urbanista  Manlio Marchetta école serie antica 6

L’ecosistema scuola è soggetto a flussi di energia in ingresso e uscita, in esso ogni elemento umano che sia studente o membro del personale o dei genitori in visita segue percorsi che condizionano le relazioni e le forme di comunicazione orizzontali-verticali e quindi lo sviluppo di tutto il processo educativo, dato che  la parte cosciente ed esplicita delle materie e dei programmi costituisce solo la punta di iceberg di quella parte sommersa che è l’educazione indiretta, questa avviene attraverso i dispositivi e le pratiche che riguardano prima di tutto il movimento e l’attitudine dei corpi: stare seduti e composti (o no), frontalità o non frontalità dell’insegnante, accesso a spazi privati (armadietto personale) oppure negazione degli spazi privati, comunicazione ristretta solo ai compagni di classe o incontri frequenti con altri, ruolo gerarchico della presidenza attraverso difficoltà di accesso, esibizione di piante ornamentali e altre forme simboliche  invece  assenti delle nude aule, o viceversa carattere amichevole degli ambienti amministrativi e dirigenziali in facile comunicazione con gli spazi dell’insegnamento ecc.

Elementi fisici e mentali importanti dell’ecosistema scuola sono l’uso dei colori e il carattere degli arredi e la maggiore o minore facilità del percorso aula-laboratorio- aula-palestra-, aula- biblioteca: tutte cose che dipendono in gran parte dalla progettazione originaria  dei plessi quindi dal lavoro delle amministrazioni e degli architetti e dal processo partecipativo dei cittadini alla progettazione. Il mal di scuola contemporaneo si scinde  in tre gruppi di rischi: il rischio ambientale; il disagio mentale, che è lo stato naturale di studenti e docenti all’interno di una struttura  concepita dall’alto come universo privo di linee curve e di imprevisti, anzi accumulativo e piramidale, basato sull’organizzazione minuziosa dei tempi e l’estrema rigidità degli spazi o del loor uso; la malattia culturale come meccanizzazione delle conoscenze e la mancanza di spazio per la soggettività (tranne che come disordine e rumore di fondo o momento ricreativo).

Federico Oliva Dall’edificio alla città e al territorio école 72

Angelo Chiattella Mal di scuola école 48

Chiara Zamboni Dell’università e dei suoi bisogni école 46

Monica Andreucci Una scuola creativa école 46

Enrica Giordano Luci  e ombre del lavoro in classe école 36

Mario Salomone La scuola come organizzazione (rec. a Guarire dal mal di scuola di Piero Romei) école v. serie 74 Ecologia della scuola (e dell’università) école 66 v. serie

Celeste Grossi Mal di scuola (con ampia bibliografia) école v. serie 50

Giovanna Alborghetti Il senso dell’attesa (recensione di Attesi imprevisti di Paolo Perticari) école v. serie 45

Silvia Arbicone e Maria Grazia Ponzi In aula senza saper che fare. Intervista a Luigi Cancrini sul mal di scuola école serie antica 1

Dossier Mal di scuola Rossoscuola 33

Importanti anche l’agibilità dei corridoi e la presenza o meno di slarghi, nicchie, sufficienti salette riunione  e studio disponibili e simili ambienti che facilitano la aggregazione e la socializzazione informale e il lavoro per piccoli gruppi, così come la progettazione dei divisori e delle aperture privilegiando o meno le forme curve, le scale a vista ecc. può facilitare o limitare la curiosità comunicativa e l’agio.  La presenza o l’assenza di strutture di refezione/caffetteria e di una biblioteca/centro di documentazione/sala di lettura effettivamente aperta e funzionante sono tra i principali elementi di valutazione della qualità complessiva del plesso.. E’  difficile che un edificio riadattato possa quindi offrire le condizioni per un buon ecosistema scuola dal punto di vista relazionale, anche quando si tratti come spesso accade in Italia di un edificio storico di valore, ex convento o ex caserma, perché porta l’impronta di relazioni gerarchiche e di un allineamento geometrico di sorveglianza contrario allo spirito di una scuola che privilegi la comunicazione orizzontale e la creatività,. Gli edifici sviluppati in altezza inoltre sono inadatti, in genere, ad accogliere bambini e giovanissimi e questo sia per motivi di comunicazione che di sicurezza fisica, però come notato più avanti questi limiti possono diventare secondari se il plesso è inserito in spazi urbani di ricchi di funzioni.

La visione della scuola come ecosistema insiste sul benessere psicofisicodegli abitanti con valore in sé e come condizione educativa; in questo contesto dovrebbe avvenire anche un riavvicinamento tra studio e  sport intese come attività prestigiose, che richiedono uno sforzo e generano salute. Ma la lotta contro il mal di scuola è soprattutto una lotta contro la perdita del senso dello stare a scuola.

Domenico Chiesa Ridare senso alla scuola école 70

Tema  Saperi di scuola école 26

Già la singola aula-gruppo classe era stata oggetto di analisi da parte della psicologia di gruppo che si era soffermata  sulle orbite descritte abitualmente dagli individui studenti come indice delle loro relazioni; la classe aperta e comunicativa è quella dove non ci si siede sempre con la stessa disposizione di posti, spesso invece intervengono il regolamento scritto o la consuetudine a imporre questo obbligo. La stessa analisi si può applicare alle relazioni tra studenti di diverse classi, e a quelle tra gli insegnanti nei corridoi, in sala insegnanti e nelle  plenarie del collegio docenti.

Dal punto di vista strettamente fisico e biologico gli elementi  dell’ecosistema scuola sono la qualità dell’aria, la qualità dell’illuminazione, la qualità acustica degli ambienti, lo spazio di movimento procapite, le barriere architettoniche, la qualità del cibo e delle bevande distribuite e le modalità di accesso  a tale distribuzione, il grado di componibilità dell’arredo e  quindi la fissità o meno della disposizione dei banchi, oltre che la qualità tattile dei materiali, il ciclo dell’energia e dei rifiuti, la concezione dei servizi igienici.

Angelo Chiattella Cambiare aria nelle scuole école 36 Le condizioni materiali delle scuole école 34 La colpevole arretratezza dell’edilizia scolastica école 21

Monica Andreucci Forno a microonde école 28

Letizia Caruzzo Le “belle scuole sono buone scuole” école 12

Andrea Rosso Bioarchitettura scolastica école 10

Andrea Rosso Mal di scuola: una ricerca école 7

Un punto fondamentale dell’ecosistema scuola è il grado di partecipazione degli abitanti della scuola (genitori compresi) alla gestione e alla manutenzione della stessa e la tendenza a fermarsi o no nei locali a “vivere”: nel caso che la “vita” fuori dei momenti stabiliti burocraticamente non si sviluppi e che la manutenzione venga assunta solo ed esclusivamente dagli addetti ai lavori, nella passività degli abitanti, si creano quei fenomeni di indifferenza nell’uso del bene  comune in cui possono proliferare i fenomeni di micro e macrovandalismo che  danno un contributo pesante al peggioramento globale del sistema relazionale e della qualità della vita collettiva costituendo uno degli elementi critici del sistema pubblico-statale di istruzione. C’è un parziale  conflitto tra applicazione delle norme sulla sicurezza e grado di dinamismo interno-esterno delle scuole,  questo conflitto può essere risolto solo attraverso un equilibrio da costruire continuamente, il che peraltro è  davvero possibile solo dove le non eccessive dimensioni fisiche dei plessi, la presenza di spazi verdi e di laboratori ben organizzati, o almeno  l’inserimento in spazi urbani significativi (è importante per esempio mantenere le scuole nei centri storici e a questo scopo si può sacrificare qualche altra caratteristica desiderabile) creano le condizioni-base per la scuola sostenibile e bella.

Solo nel processo partecipativo una  scuola (non impoverita dai tagli casuali) può educare /autoeducarsi alla svolta culturale di cui ha bisogno il pianeta: innovazione tecnologica, sobrietà e autoproduzione come stile di vita, incentivazione dei comportamenti virtuosi.

A cura di Celeste Grossi Consumo meno école70

Stefano Vitale Cittadinanza attiva per un mondo sostenibile école 68

Angelo Chiattella Imparare l’austerità école 56

Elisabetta Forni La città come frontiera dell’educazione ambientale école 42

Andrea Markos Alfabetizzazione ecologica (colloquio con Fritjof Capra) école 38

Bianca Dacomo Annoni La scuola nel quartiere, il quartiere nella scuola école 32

Angelo Chiattella Da casa a scuola, a piedi o in auto? école 26

Mauro Doglio La tecnologia e le relazioni umane école 21

Anna Paola Moretti La scuola che consuma école 14

Filippo Trasatti La città vista dai bambini (recensione de Il bambino e la città di Colin Ward) école 80 v. serie

Tema La città dei bambini école 73 v. serie

 

[Gli articoli citati delle vecchie serie, edite da Scholé futuro, non sono disponibili on line]

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Ecosistema scuola su Ecosistema scuola.

meta

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: